Nell’attesa, mi preparo un caffè

Ján Hronský

Son desta da quando mi ha svegliata penetrandomi. Il mattino mi ha dato il suo confuso buongiorno fra il cuscino e i suoi respiri. Ho fatto appena in tempo ad afferrare le sue parole che era già dentro di me.
“Voglio prenderti da dietro”…
Ma mi prendeva avvolgendomi tutta. Alle spalle, come in agguato, pronto a saccheggiare per nutrirsi. E per nutrirmi.
Mi parlava.
E parlandomi le sue parole sfamavano carne e spirito.
“Ti scoperei per tutto il giorno, amore mio”
Quanta poesia nel suo impeto ancestrale, quanta pace nella guerra che mi scatena dentro, mentre sconfino terre mai lambite.
Dove sono monarca e regina. E serva. Pronta a bere la fluida verità che mi offre offrendosi.
Adesso sono qui. Fremo e attendo la nostra ora. E mentre lo aspetto rileggo le parole che gli ho scritto un attimo dopo essere uscita dal suo letto e dalla sua porta.
“Dopo la riunione ti aspetto a casa mia. Qualunque cosa accada fuori da noi, restiamoci dentro. E per appartenerci sopra ogni cosa, non ci resta che amare…non ci resta che scopare.”

 

Nell’attesa, mi preparo un caffè.


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