Nel nome del figlio

ImmagineTra le tante cose, mi diverto a fare la fotografa (pardon, autrice di immagini…per evitare che qualche permaloso “professionista” si senta offeso, mi metta il muso e cominci a farmi la guerra alle spalle). Quindi, come tutti gli addetti ai lavori, sono consapevole del fatto che pubblicare un’immagine senza il consenso dell’interessato costituisca un illecito e che la semplice approvazione dello “scatto” non implichi l’assenso alla divulgazione. Considerando ciò, condividere foto su Facebook potrebbe diventare un’attività assai compromettente e una semplice disattenzione costare una vagonata di rogne, soprattutto entrando nel minatissimo “campo minorenni”, la cui riservatezza andrebbe tutelata in maniera particolare. Lo ha confermato la Cassazione penale, che ha punito un utente Facebook dopo aver pubblicato le generalità e le foto del battesimo di un minore senza il preventivo consenso dei genitori. Ma, da che Facebook è al mondo, è risaputo, i genitori resistono malvolentieri alla tentazione di pubblicare foto della adorata progenie! Immagini ripetute, sparate a raffica. Un pò per alimentare il proprio narcisistico orgoglio di avere messo al mondo cotanta grazia (qui intonerei a cappella il ritornello di una famosissima conzone di Tullio De Piscopo ma non voglio attirarmi le ire dei più permalosi…e poi i bambini son tutti belli!), un pò per immortalare e condividere tutti i momenti più significativi del malcapitato di turno. E quando dico tutti, son proprio tutti! Dal momento della nascita con il cordone ombelicare ancora non reciso ( i più bravi riescono persino a fotografare o addirittura filmare la nuca che spunta a fatica dalla patata); alla comparsa del primo dentino, o il risveglio di prima mattina; le passeggiate in macchina o nel portenfant, il momento della toeletta oppure del pisolino pomeridiano. Poi la ciucciata. Quella è sacrosanta! Prima dalla zinna sinistra e poi dalla destra, o viceversa, in base alle preferenze o prediligendo una rispetto all’altra a seconda del proprio lato migliore. Secondo una statistica inglese, quasi il 70 % dei neo papà e delle neo mamme posta su facebook una foto del proprio pargoletto entro un’ora dalla sua nascita! Naturalmente per questa gente diventa NECESSARIO condividere sui social network la buona novella ancor prima di avvisare telefonicamente i parenti tutti. Data la mole dei genitori (spesso giovanissimi) contagiati da questa bizarra mania, deduco che molti di loro ignorino che pubblicare foto su Facebook significhi immetterle in rete per un tempo indefinito ed in modo permanente. Per tutelarsi infatti non è sufficiente cancellare le immagini dai social network o gestire correttamente le impostazioni sulla privacy, limitandone la visibilità e la possibilità di condivisione. Le foto resterebbero comunque on line! Questa diffusissima cattiva abitudine purtroppo sfocia nel paradosso. Infatti, nonostante la loro buona fede, sono gli stessi genitori a rendere vulnerabili i propri figli, trasformando le loro foto in facile preda per i pedofili. E poi, mi chiedo se questo esercito di mamme e di papà con le fotocamere messe a fuoco sull’intimità dei propri inconsapevoli figli, si interroghi sulle conseguenze future di questa esposizione mediatica FORZATA. Vi domandate se i vostri adorati figliuoli, una volta cresciuti, saranno contenti di essere stati sbattuti sulla home dei vostri amici e degli amici degli amici e chissà di chi altro ancora in mutande, con le dita nel naso, oppure più semplicemente durante una rigenerante siesta pomeridiana? E’ vero, non tutte le immagini hanno lo stesso peso. Ci sono nudi integrali, parziali oppure parzialmente scremati; ma è bene ricordare che tutto ciò che pubblichiamo o scriviamo in rete, APPARTIENE ALLA RETE! E se un giorno dovessimo pentirci del gesto non potremmo più tornare indietro, perchè non basterebbe cancellare le nostre condivisioni! Sappiate cari genitori che chi realizza pedopornografia ritiene più che appetibili immagini di questo genere. E non vogliatemene se affronto l’argomento con un pizzico di sprezzante ironia, ma è solo un modo per sdrammatizzare la drammaticità patologica con cui ESIBITE LA VOSTRA PROLE pensando di averne tutti i diritti. Provate ad immaginare un bar, un cinema, la piazza del mercato o un qualsiasi altro posto pubblico. Bene, esporreste mai in uno di questi luoghi la foto di vostro figlio nudo, o in costume al mare, oppure mentre fa il bagnetto? No? Eppure lo fate, con un bacino di utenza infinitamente più grande! E poi, ci sono le menti malate…La rete internazionale dei pedofili scambia le foto dei bambini come fossero figurine e ne valuta il valore facendo una proporzione commisurata ai centimetri di pelle scoperta. Cari genitori, per chiudere vorrei lanciare una provocazione (come se non ne avessi già tirate abbastanza). E mi rivolgo soprattutto a quelli che hanno definito il mio libro “Le perversioni di Ninè” PORNOGRAFICO, un romanzo per il quale avrei addirittura infangato il nome di famiglia. (Svegliatevi, nel caso non ve ne foste accorti siamo nel 2014 e tali considerazioni non solo sono patetiche ma addirittura ridicole). Riflettete sul concetto di pornografia. Essa, per definizione, è la trattazione o rappresentazione attraverso scritti, disegni, fotografie, film, spettacoli ecc, di soggetti o immagini fatti con lo scopo di stimolare eroticamente il lettore o lo spettatore. Dunque, togliendo l’intenzionalità e ammettendo senza ombra di dubbio la vostra buona fede nel pubblicare le foto dei vostri figli che comunque suscitano pruriti nei malati di mente e nei pedofili; allora, questo compulsivo condividere violando la privacy della vostra prole nella consapevolezza di poter contribuire ad “eccitare” un pedofilo…voi come la chiamate?

Maddalena Costa


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...