Famiglie facili

552867_10200490842266945_123215251_n (1)Mi riportava a casa, era buio e l’aria che filtrava attraverso i finestrini socchiusi aveva l’odore tipico delle notti d’estate.

Dopo il mare, scendevo al paese con l’autobus regionale e a tarda sera rientravo con “Davide”, che si tratteneva in ufficio per sbrigare le sue pratiche.
Lui e mio padre erano ottimi amici e le nostre famiglie molto legate. Non ricordo estati senza la loro chiassosa e divertente compagnia. Quell’anno trascorrevano con noi le ferie nella villa al mare dei miei nonni paterni.
Rientrare con Davide mi piaceva molto. I quaranta minuti di tragitto trascorrevano velocemente. Con lui potevo parlare di tutto senza paura di essere giudicata.
Quella notte accadde ciò che cambiò per sempre il nostro rapporto:
facemmo l’amore.

Passò a prendermi prima del solito, mi disse che quella sera aveva poca voglia di lavorare e che avrebbe barattato volentieri un’ora di ufficio con qualche minuto in più della mia compagnia.
Non ricordo il momento in cui passammo “oltre”, ma quando poggiò le sue mani sulle mie cosce non riuscii a fermarlo. Mi accarezzava dolcemente, e mi parlava con quella sua voce dolce e rassicurante. Non sapevo il piacere che potessero dare le dita di un uomo che scivolano dentro le mutande e si muovono fino a farti perdere i sensi.
Ecco, persi i sensi.
Mi lasciai baciare e il suo bacio fu diverso da tutti quelli che avevo dato e ricevuto fino a quel momento.
Un bacio…profondo.
Quando fu dentro di me non provai più piacere, ma neppure dolore.
Restai abbracciata a lui. Le sue spalle larghe mi avvolgevano in una stretta tenera, affettuosa.
Ero aggrappata, immobile, gli occhi chiusi, il suo respiro sul collo, un improvviso calore fra le gambe e qualcosa che scivola, lentamente, fino alle natiche. Era il mio sangue.
Lo guardai godere sul mio ventre, mentre si toccava. Avrei voluto allungare una mano ma mi trattenni. Mi vergognavo.
Subito dopo ripulimmo tutto e tornammo a casa, in silenzio. Il mio sguardo fuori dal finestrino, il suo fisso nel vuoto. Arrivati a casa, prima di scendere dall’auto mi guardò, mi prese per il braccio e mi chiese come stavo. Aveva gli occhi lucidi.
Stavo bene, o forse no. Non provavo nulla. Uscii dalla macchina senza rispondere; lo lasciai da solo a farsi mille domande. Forse.
Non siamo più tornati sull’argomento. Si è trattato di un episodio, l’unico. Quella è stata la mia prima volta.
Maddalena Costa
Liberamente tratto dalla testimonianza di “Emma”.
I nomi riportati nel breve racconto sono di fantasia.
Ciao! Benvenuta a La scriva di Nia. Prima di cominciare la nostra chiacchierata volevo chiederti qual è la tua cantante preferita.
Ho gusti musicali complessi, spazio da un genere all’altro. Non c’è una preferita. Forse Emma Marrone.
Allora ti chiamerò Emma. Ti piace?
Va bene!
Emma, quanti anni hai e con quali aggettivi ti definiresti? Hai a disposizione tre possibilità.
Ho quasi venti anni. E’difficile, sono una persona molto coplessa. Sono timida, anche se non si direbbe, decisa e simpatica. Almeno credo.
Mi hai raccontato la tua prima volta. Abbiamo rotto il ghiaccio andando subito al sodo. Quanti anni avevi?
Quattordici, quasi quindici.
Lo hai fatto con un uomo molto più grande di te. Come l’hai vissuta?
In quel momento non mi sono nemmeno resa conto di quello che accadeva. Lui mi piaceva, frequentava casa mia e ne ero infatuata fin da bambina. Gli volevo bene e l’ho lasciato fare. E’stato dolcissimo; se non avessi voluto che accadesse avrei saputo come fermarlo. Se pensi che l’abbia vissuta come una violenza ti sbagli. Sono sempre stata più grande della mia età e fare l’amore con lui è stata una cosa naturale. Non mi sento di giudicarlo. Mi dispiace che dopo non siamo più riusciti nemmeno a parlare. Forse mi dovrei sentire in colpa?
Non credo sia tu quella a doversi sentire in colpa. Hai mai raccontato a qualcuno questa cosa?
No. Tu sei la prima. Ma non voglio che passi un messaggio sbagliato. Ho fatto l’amore con un quarantenne ma ho vissuto la cosa con estrema serenità. Decidere reciprocamente di interrompere i rapporti credo sia stata una scelta saggia. La sua famiglia continua a frequentare casa mia. Io sono serena. Sul suo stato d’animo ho i miei dubbi. Il suo atteggiamento è cambiato, e non solo nei miei confronti, ma anche verso mio padre e mia madre. Non è più lo stesso. Credo che si senta in colpa.
Lo rifaresti?
Sì, lo rifarei. Anche se con lui non ho avuto l’orgasmo è stato il più bel rapporto che io abbia avuto.
Credi che a “Davide” piacciano le ragazzine?
No, lui ha una bella moglie e un rapporto fantastico con le sue figlie, che hanno più o meno la mia età. E’una persona buona. Penso che se avessi avuto qualche anno in più, fra di noi poteva nascere qualcosa. In fondo lui è il mio uomo ideale. Mi piace molto anche fisicamente, è alto e ha mani grandi.
Ne sei innamorata?
Ma noooo! Gli voglio bene, non ho mai smesso di volergliene, ma preferisco mantenere le distanze. Credo che dopo quell’episodio lui sia stato male, che l’abbia vissuto con un profondo senso di colpa e che non abbia più avuto il coraggio di parlarmi o di affrontarmi per paura di scoprire cose che non avrebbe potuto cambiare.
Scoprire cosa, per esempio?
Che sto male, che soffro, che non l’ho perdonato. So che vive nel dubbio ma è una sua scelta. Se avesse il coraggio di affrontarmi si libererebbe da un grande peso. Io sono serena!
Se pensi di poterlo liberare perchè non gli parli tu allora?
No, non spetta a me. E’ lui l’uomo e se non tira fuori le palle peggio per lui. Forse non gli sono indifferente, e allora scappa. Credo che si senta ancora molto attratto da me. Dopo quella sera non mi ha dato più motivo di pensarlo ma io lo so, me lo sento.
Dopo di lui cosa è successo nella tua vita sessuale?
Ho avuto molte esperienze e solo una storia seria, finita dieci giorni fa e durata sette mesi. Ci sentiamo tutti i giorni, siamo rimasti in buoni rapporti. Lui ha trentaquattro anni, separato, padre di un bimbo di due. Mi piacciono gli uomini più grandi; sono più responsabili, più seri, più rassicuranti. Quelli della mia età sono stupidi bambini; vogliono fare “I grandi” ma non ci riescono, e poi non ci sanno fare con le donne.
Anche le ragazze della mia età. Frivole, inconcludenti. I discorsi sono sempre gli stessi: vestiti, trucchi, scarpe e dieta.
Mi trovo molto più a mio agio con gente adulta.
Con i tuoi che rapporto hai?
In realtà non ho un rapporto. Condividiamo gli stessi spazi come commilitoni, ma ognuno ha la sua vita. Mio padre sta fuori tutto il giorno per lavoro. Torna a pranzo e a cena. A tavola non si può parlare perchè c’è il telegiornale e dopo pranzo o cena lui ha le sue cose da sbrigare prima di tornare a lavoro o di andare a letto. Mia madre vive una vita irreale. A parte la breve parentesi delle vacanze estive esce poco, se non per spese e commissioni, e passa il suo tempo libero sui blog di cucina e sui social networks. Credo che sia una donna infelice, e sola. Mia sorella ha solo sette anni. Lei è fortunata, ha me. Anche io avrei voluto qualcuno con cui parlare, ridere. Qualcuno che mi ascoltasse, che mi chiedesse come stavo e cosa pensavo. Qualcuno a cui davvero importasse di me.
Credi che ai tuoi non importi?
No. Mi vogliono bene ma danno troppe cose per scontato. Una brava madre non è chi ti stira le camicie senza le false pieghe o chi al pomeriggio ti prepara la ciambella fatta in casa invece della brioscina confezionata. E un buon padre non è chi ti fa il regalo ogni natale oppure ogni compleanno. Non ci si può sentire padri solo perchè si lavora e si porta lo stipendio a casa. Io ho avuto chi mi ha sostenuto economicamente e chi ha provveduto alle mie esigenze, non due genitori. Mi sono sentita sempre molto sola in casa, come se ci fossi o non ci fossi non faceva differenza. Se ai miei genitori importasse davvero, mi darebbero amore, non sostegno.
Che rapporto hanno i tuoi genitori?
Mi fanno pena. Stanno insieme per abitudine o per convenienza e hanno barattato la loro felicità in cambio di niente. Mia madre è una poveretta. Vive in un mondo tutto suo, che non esiste, e mio padre è preso da sè e basta. Non si scambiano tenerezze da anni. Credo che abbiano smesso di fare l’amore subito dopo la nascita di mia sorella. Se questo è il matrimonio io non voglio sposarmi.
Come ti vedi fra venti anni?
Mi vedo forte, indipendente; e spero di avere un uomo al mio fianco che mi ami, e dei figli da amare.
Quindi ti sposerai…
No, preferisco la convivenza. Il matrimonio è solo una trovata della chiesa o un business; uno spreco di tempo e soldi. Due persone stanno insieme e decidono di amarsi a prescindere da un contratto o da una fede al dito. Ma questo è un progetto lontano. Voglio godermi la vita, fare le mie esperienze e viaggiare. Voglio vedere nuove terre e imparare l’inglese. Dopo le superiori ho deciso di prendermi qualche mese di pausa. Sto cercando un lavoro e non appena l’avrò trovato investirò dei soldi per la mia formazione professionale. Magari un viaggio nel regno unito, chi lo sa! Non ho le idee molto chiare, o meglio, ho tante idee ma poche risorse. I miei non se la passano male ma non voglio chiedere a loro. Voglio essere libera e non venderò mai la mia libertà in cambio di un sostegno economico.
Se non ti vedessi con i miei occhi giurerei che di anni ne hai 39, non 19.
Me lo dicono tutti e per i miei è un grosso vanto. In realtà non è merito loro. Ho lo stesso carattere di mia nonna, la madre di mio padre. Lei è una donna con le palle e credo di esserlo anche io. Si nasce con un certo temperamento!
Cosa pensi delle famiglie di oggi?
Penso che molte sono solo una grande farsa. Tutta facciata. Bella casa, bella macchina, bei vestiti e magari qualche scheletro nell’armadio. Bigotte e ipocrite. In realtà c’è solitudine, vuoto.
Famiglie facili.
Cosa intendi per “famiglie facili”?
Le “famiglie facili” sono quelle stesse famiglie secondo la cui mentalità io sarei una “ragazza facile”.
Io vivo il sesso senza tabù, senza inibizioni, senza costrizioni dettate dalla chiesa o dall’educazione, sono una ragazza libera, non facile.
Oggi le famiglie sono “facili”, non libere. Si prostituiscono vendendosi al giudizio, all’ipocrisia, all’apparenza e perdono la dignità. Famiglie dai bell’involucri, ma vuote, malate.
Ti sentiresti di dare un consiglio alle “famiglie facili”?
No, nessun consiglio. Non saprei da dove cominciare.
Però voglio approfittare del tuo spazio per lanciare un appello a tutti i papà e tutte le mamme che leggeranno, e spero che fra di loro ci sia anche la mia.
Amate i vostri figli. Amateli sul serio. Non con i beni materiali ma con l’amore, quello vero.
Le carezze, il contatto fisico, non sono un segno di debolezza, ma segno di forza. La forza dell’amore.
E amatevi, fra di voi.
Baciatevi, fate l’amore e parlate, perchè è il dialogo il veicolo fondamentale di un rapporto vero e sano.
Siate famiglie libere, non famiglie facili.
Intervista a cura di Maddalena Costa

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