Ciak si gira: Orgasmo, buona la prima

downloadLingua batte dove dente duole. Mai proverbio fu meno appropriato. Sì, perché se battesse la lingua non staremmo qui a parlarne. Il fatto è che non me ne faccio una ragione, e mentre nella mia testa ruotano mille domande come se avessi installato un frullatore ad immersione, nell’attesa di avere tutte le risposte…io scrivo. Oggi a piantarmi un chiodo nella capoccia come fosse una sodomia praticata senza preliminari, è il tanto agognato orgasmo femminile. Mille leggende metropolitane ruotano intorno al famigerato e, mentre noi donzelle ci facciamo vagonate di seghe mentali (in cui abbiamo la laurea ad honorem e medaglia al valore), gli uomini se ne fottono! In tutta questa confusione, preferiamo dare sfoggio alle nostre indiscusse velleità di interpreti da premio Oscar piuttosto che sconfessare i nostri morosi, convinti di essere portatori di piacere solo perchè raggiungono cento trivellate al minuto. Eppure l’Ars Amatoria è nota da secoli! “Solo” duemila anni fa, infatti, nella cultura orientale veniva divulgato il Kama Sutra, un manuale illustrato scritto dal vecchio saggio Vatsyayana. Trentasei capitoli dettagliati con tanto di immagini e istruzioni sull’arte amatoria. Deduco che devono averla letta in pochi dato le tristi statistiche diffuse recentemente da un’Università di Roma. Stando a questi studi recenti infatti, solo tre donne su dieci si riterrebbero sessualmente soddisfatte. Fossi un uomo non ci dormirei la notte al pensiero che la mia donna possa appartenere alla “sfigata fetta”. Invece loro ronfano come angioletti, fregati dalle convulse urla di lei al momento del “Ciak, si gira!”. Se solo i maschietti conoscessero quel “bottoncino”posto sulla parte anteriore superiore della vulva, dove si uniscono le piccole labbra della vagina, sotto una piega della pelle che lo copre. Non sono stata sufficientemente esaustiva? Se volete vi faccio un disegno 😛 . La cosa più drammatica in questo marasma di rapporti che scivolano nell’oblio, è che spesso sono le stesse donne a non conoscere il proprio corpo…

Proprio oggi rileggevo un passo di “La mia vita e i miei amori” di Frank Harris, editore inglese biografo e grande amico di Oscar Wilde.


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