“Fallo Viola”, le confessioni senza veli di Violen Rodriguez

Viola Ricci Ci incontriamo al Jazz Cafè di Fernando. Arriva radiosa in mini short e t-shirt stampata. Raggiante e solare come sempre, mi saluta con un enfatico “Ciao Tesoro!”. Mi è piaciuta da subito. La prima volta che l’ho vista eravamo ad un congresso LGTB. Ho capito dal primo momento quanto fosse speciale. Aveva un’aria distesa e, nonostante non ci conoscessimo, mi sorrise al primo sguardo. I sorrisi sono così rari, in particolare fra sconosciuti. La gente è sempre così diffidente, seria, distaccata, come se avesse intorno un muro invisibile tra sé e il resto del mondo. Lei no.

Parlami di te… Sono nata/o Gianluca. Poi nel corso della mia infanzia ho capito da subito quale fosse il mio orientamento. Le prime esperienze con il mio stesso sesso sono arrivate quando avevo 11 anni. E’ raro che un uomo possa prendermi mentalmente, per loro provo solo attrazione fisica. Dai 14 ai 18 anni ho avuto un blocco. Improvvisamente non riuscivo più ad accettare la mia condizione, tanto che mi sono ammalata di anoressia. E’ stata dura ma ne sono venuta fuori da sola. In quegli anni ho fatto un profondo lavoro introspettivo e alla fine ho compreso che non vale la pena chiudersi in se stessi. Finalmente riconoscevo e accettavo il mio corpo ma non volevo assolutamente cambiare sesso. Da lì la guarigione. Ho ricominciato a vivere mangiando wafer sul bordo piscina a casa di una mia cara amica! Pian piano ho dato forma alla mia personalità creando una sorta di personaggio e a tutti coloro che mi consigliavano di andare fuori perché a Massafra non avrei trovato l’ambiente giusto per potermi esprimere liberamente, ho sempre risposto che la soluzione non è fuggire, ma restare. La mia è stata una sorta di sfida, quella di cambiare la mentalità di un paese.

Ci sei riuscita?

Se devo analizzare il mio personale percorso direi di sì, anche grazie alla mia famiglia e agli amici più cari che mi hanno sempre sostenuta.  Al principio non è stato facile, ero bersaglio continuo di insulti e discriminazioni. L’episodio che ricordo con più dolore è quello di un gruppo di donne che, passandomi accanto in auto, mi urlarono “Se vuoi fare la femmina devi usare questo”, e mi lanciarono un assorbente. Credo che questo spiacevole incidente di percorso avrebbe demoralizzato anche i più tenaci. Io non mi sono piegata, anzi, quella vicenda mi ha rafforzata. Oggi sono un personaggio amato e ricercato. Ho alle mie spalle diverse apparizioni televisive e numerosi spettacoli itineranti in giro per lo stivale.

Dove finisce Gianluca e dove invece comincia il personaggio?

Beh, in merito a questa questione molta gente competente in materia mi ha confidato che il mio è uno di quei rari casi in cui la persona coincide con il personaggio. Io non mi calo in nessun ruolo, non recito parti. Sono semplicemente me stessa, a prescindere dal luogo in cui mi trovo o dalla gente che frequento. Che sia durante uno dei miei spettacoli oppure al bar con amici…o ancora a casa con la mia famiglia.

Ecco, la famiglia! Come hanno reagito loro?

Al principio per loro non è stato semplice. Mio padre ha appreso la mia natura e le mie abitudini da fonti estranee e in modo brusco. Se gliene avessi parlato io per prima per lui sarebbe stato molto più semplice, avrebbe capito e compreso le mie ragioni. Dopo un primo momento di gelo le cose si sono pian piano sistemate. Per mia madre e per i miei tre fratelli è stato più facile, loro hanno accettato tutto fin da subito. Tra l’altro in famiglia ho un grandissimo esempio di forza e coraggio: il mio fratellino Piero, diversamente abile. Lui, nonostante abbia subito numerosi interventi a causa della sua condizione, continua ad affrontare la vita con grande determinazione. Nonostante la sua giovane età, dovrebbe essere d’esempio a tutti, non solo a me!

Come ti definisci?

Sono Viola. Ho scelto il nome di un colore secondario, che nasce dalla mescolanza fra il rosso e il blu; un ibrido, come me. Io mi sento a metà strada fra un uomo e una donna.  Racchiudo in me caratteristiche dell’uno e dell’altro sesso. Esteriormente donna, interiormente uomo. Se potessi rinascere non cambierei la mia condizione, adoro la mia ambiguità, mi rende speciale! Tra l’altro il pene rappresenta le mie origini, quindi per nessun motivo al mondo rinuncerei ad esso.

Che rapporto hai con le donne?

Con loro ho un rapporto di complicità. L’unica donna a cui mi ispiro è Belen Rodriguez, che conosco personalmente. Il mio nome d’arte è Violen Rodriguez, mi definisco sua sorella artistica, geneticamente modificata, nata da un aborto. Tuttavia le donne per me sono by day. Con loro ci esco, vado a fare shopping, andiamo a uomini, spettegoliamo…però  sotto le lenzuola si dorme soltanto. Lì ci porto solo gli uomini e di certo non per riposare!

Cos’è per te il piacere?

Un atto di amore. Io traggo piacere nel vedere il mio partner che gode. Gli uomini che scelgo sono esclusivamente eterosessuali, spesso sposati o fidanzati. Il fatto che mi desiderino nonostante siano spesso accompagnati da bellissime donne per me è una grande soddisfazione. Durante i rapporti sono passiva, il mio unico appagamento è il piacere dell’altro. Io non raggiungo l’orgasmo, un po’ per scelta e un pò perché sono già gratificata così. Anche la masturbazione per me è un optional.

Ti sei mai innamorata?

Ti svelo un segreto. Custodisco un diario ormai ingiallito dal tempo, su cui, sin da piccola, ho segnato tutti gli uomini con cui sono stata. Un elenco di numeri! A fianco metto un voto accademico che va da 1 a 30 e lode. Non ti dico quanti uomini ho avuto, sappi comunque che sono tantissimi e che se dovessi salvarne qualcuno, beh… ci entrerebbero sulle dita di una mano! Questi ultimi mi hanno preso un po’ più di tutti gli altri ma innamorata no…forse adesso. Adesso si, sono innamorata!

Adesso che sei innamorata sei fedele?

Ho ridotto tantissimo i rapporti occasionali ma se capita, non riesco a dire di no! Il fatto che i miei partner siano esclusivamente eterosessuali per me rappresenta una sorta di sfida che non posso fare a meno di cogliere. Tanto più perché quegli uomini che mi porto a letto sono gli stessi che fanno discriminazioni e che in gruppo dichiarano che con me o con un’altra persona dello stesso sesso non ci andrebbero mai. Invece sono i primi a mandare messaggi privati su facebook senza prima chiedere l’amicizia! E non ti dico che messaggi…

Come definisci questi uomini?

Bisessuali curiosi. Ad ogni modo sono convinta che ogni uomo abbia un’ omosessualità latente, segretamente celata. Io sono la talent scuot della loro omofilia, gliela faccio venir fuori! La Mara Maionchi degli impulsi reconditi!

Cosa credi che cerchino in te questi “eterosessuali”?

Sono curiosi. In merito al sesso ci sono molti luoghi comuni. Come per esempio il fatto che un uomo possa dare ad un individuo dello stesso sesso più piacere riaspetto a una donna. Ci sono donne che la sanno più lunga di noi. Un altro luogo comune che vorrei sfatare è “l’affidabilità dell’amico gay”. Donne, non fidatevi, sarà proprio il vostro amico gay che vi porterà via l’uomo!

Allora io devo guardarmi le spalle??!!

Ahahahah…sì, tesoro!!!

Riguardo alle donne dei tuoi uomini, hai mai avuto sensi di colpa nei loro confronti?

Raramente. Si assumessero le proprie responsabilità. Dovrebbero dire più “sì” ai loro compagni, essere più spregiudicate a letto. Molti si lamentano di avere affianco delle mummie imbalsamate, altri invece preferiscono non trasgredire con le proprie donne per paura che queste possano fare certe cose con altri uomini.

(Tiro un sospiro di sollievo :-D)Guardando a ritroso la tua vita, le tue scelte, cambieresti qualcosa?

Cercherei di scindere la mia vita pubblica da quella privata. La gente mi vede esclusivamente come un personaggio del mondo dello spettacolo: sorrisi, lustrini e paillettes, dimenticando che sono umana e che ho il mio vissuto e le mie esperienze di vita, nonché una certa cultura. Ho conseguito due lauree con 110 e lode, una in Scienze della Comunicazione e l’altra in Marketing.

Cos’è per te l’omofobia?

Spesso è solo omosessualità latente. La paura di ciò che non si conosce e che potrebbe costare discriminazione e ghettizzazione spaventa, quindi la cosa più facile da fare è prendere le distanze, per mancanza di carattere e di personalità. Ma spesso si fugge da se stessi.

Viola e la gente, raccontami.

Oggi sono riconosciuta, cercata, imitata e ammirata. A dire il vero mi mancano un po’ quei momenti di sconforto durante i quali per strada mi urlavano “ricchione, frocio!!”. Nonostante la sofferenza erano occasioni di crescita in cui trasformavo la rabbia in forza, la stessa che mi ha portata ad essere quella che sono. Nel mio paese molti, dopo la mia esperienza  diventata di dominio pubblico, hanno avuto il coraggio di fare coming out. Per me è una grande soddisfazione essere stata d’esempio. Vorrei solo che ognuno seguisse il suo percorso senza imitazioni grottesche. Siamo esseri unici e per questo speciali, ognuno a suo modo.

La prima volta che ti ho vista eravamo ad un convegno sull’omofobia. Mi colpì molto il tuo intervento, parlasti di discriminazioni fra omosessuali. Vorresti ribadire il concetto?

Fra omosessuali ci si lamenta dei pregiudizi da parte degli etero. In realtà non ci si rende conto che anche fra simili ci sono delle discriminazioni di sorta. Io, per esempio, al principio venivo da loro definita come “checca, sfranta, frocia, carnevale”, probabilmente a causa della mia esuberanza, del mio essere così sopra alle righe. Come si può pretendere di essere capiti al di fuori da un gruppo se già nel suo interno ci sono delle incomprensioni?

Viola fra dieci anni?

A condurre San Remo oppure in politica, sempre in prima linea! Scherzi a parte, vorrei impegnarmi nel sociale, aiutare la gente come me. Nel privato mi vedo accasata: io, il mio uomo e i figli che porta lui da una precedente relazione. Non vedo di buon occhio l’adozione concessa a coppie omosessuali, il mondo non è ancora pronto a cose simili e a pagarne le spese sono i minori, troppo indifesi e innocenti per poter uscire illesi dalla cattiveria e dai pregiudizi della gente. Sono convinta comunque che non sia il sesso dei genitori a renderli degni di tale nome, basta leggere la cronaca.

Vuoi lasciare un messaggio?

Vorrei dire alla gente che ancora mi ride dietro le spalle che sono fiera di portare buon umore e sorrisi. Meglio carnevale che due novembre perenni. Tutti uguali, omologati, che tristezza!

Progetti per il futuro?

Stiamo lavorando alla realizzazione di “Salotto Rodriguez”, sulla falsa riga di quello della rinomata D’Urso e poi, se la nostra scrittrice Maddalena Costa vorrà prendere in carico la mia proposta, un libro sulla mia vita. Un libro che farà tremare qualche nome noto, perché, nonostante io non sia una strafiga, fra i miei uomini ci sono stati calciatori, tronisti, corteggiatori, gieffini…Vuoi prenderti qualche giorno per riflettere sulla mia idea?

Fammici pensare…
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E’ stata una delle più belle interviste che io abbia mai realizzato, se non altro per le emozioni che Viola è riuscita a trasmettermi.

Maddalena Costa


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