“Il mostro di rabbia & d’amore” di Vincenzo De Marco

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“Il mostro di rabbia & d’amore” di Vincenzo De Marco – raccolta di poesie edita da Aphorism e Lettere Animate

“Il mostro di rabbia & d’amore”, edito da Aphorism e da Lettere Animate, è l’ opera prima di Vincenzo De Marco, in arte Vincent Cernia. La silloge, così come suggerisce il titolo, si sdoppia seguendo la corrente emotiva di due impulsi agli antipodi: la rabbia e l’amore. Nella raccolta infatti, ci sono poesie dedicate alla vita operaia dello scrittore e componimenti che rimandano a tutto quello che, malgrado il misero grigiore della vita di fabbrica, continua a esistere al di fuori: l’amicizia, la famiglia, la melodia delle sere salentine, la magia della terra pugliese, il suo cielo, il suo mare, i suoi ulivi. Il poeta operaio si racconta e ci racconta, utilizzando un gergo semplice e diretto, emozioni e turbamenti dell’anima, portandoci nel suo mondo attraverso versi crudi e maledetti. La poesia di Cernia è scevra da ornamenti, per nulla artificiosa, tuttavia ardente, appassionata. Sembra quasi che l’autore riversi di getto la sua creatività, vomitando in versi il suo sentire, senza filtri né censure. La rabbia e l’amore sono due facce della stessa medaglia, così come Cernia e De Marco, il poeta e l’operaio, che vivono in simbiosi alternandosi in un microcosmo che diventa universale. Nonostante in alcuni componimenti il tema trattato abbia un forte impatto sociale e sia di grande attualità (l’ILVA di Taranto e l’inquinamento ambientale), l’intento principale dello scrittore sembra essere quello di catapultare il lettore fra le sue righe. E lo fa impugnando la penna come fosse un’arma, utilizzando la sua poesia come fosse operaia stessa delle sue emozioni. Una delle cose che ho più apprezzato dello stile di Cernia è il ripetere continuo e costante della congiunzione “e”. I componimenti assumono così quella melodia straziante tipica di una cantilena che rimesta nel ventre, incessante. Tra le poesie, una in particolare rispecchia perfettamente lo stile dell’autore: “Poco o niente”, dedicata al collega Silvano, suicidatosi qualche tempo fa all’interno del “Mostro”, lo stabilimento siderurgico in cui lo scrittore lavora da oltre quindici anni. Un componimento intenso, violento, acuto. Vincenzo De Marco approda all’editoria con un libro degno di nota. Mi auguro – e qui prendo in prestito la battuta di un mio carissimo amico – che i lampi di genio che ho colto in questa sua opera prima, diventino un sistema solare, e portino Cernia sempre più in alto, magari a cimentarsi nella stesura di un romanzo. Nell’attesa, consiglio agli appassionati di poesia, la lettura di questa meritevole silloge operaia.


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