“zerovirgolauno”

04

Il foglio bianco mi guarda minaccioso. Le dita restano sospese sulla tastiera e i pensieri si affollano nella mia testa, come gli appunti all’ordine del giorno del lunedì mattina.

Fuori è Gennaio ma dentro di me è sempre estate. Quell’estate che si appiccica ai vestiti, che si mescola al sudore salato delle corse a piedi nudi sulla sabbia, ai baci avidi, alle dita smaniose di scoprire, toccare, saggiare. L’estate dei campi vivi, verdi, arsi dal sole in un frinire smanioso di cicale.

L’estate è la stagione degli amori. Sarà un luogo comune ma, a conti fatti, è quella in cui si tromba di più.

Ma il tempo che scandisce le mie stagioni non ha stagioni. Nel mio mondo fatto di ore farcite e di giorni scomodi come vassoi troppo stretti, è sempre estate!

Quindi, se due più due fa quattro, dovrei darci dentro tutto l’anno.

E invece no!

Già, perchè due più due non fa sempre quattro, almeno non per me.

Fa trevirgolanovantanove, e quello zerovirgolauno mancante mi rende isterica. Isterica come una donna in fase premestruale, per intenderci. Avete presente quei quattro o cinque giorni al mese in cui gli estrogeni fanno un po’ a cazzi loro e in dieci nanosecondi alterni picchi di stucchevole accondiscendenza a istanti di furia ferina che a “Misery non deve morire” le fai un baffo? Beh, io sì.

Insomma, sarò ripetitiva ma questo è quanto.

Mi sembra di vedervi: arricciate il naso, fate spallucce e pensate “Questa è un po’matta”.

Vi sbagliate. Io sono tutta matta!

Vi basti sapere che io e la mia Extrogenia siamo tornate , e che queste memorie non sono altro che i pensieri sparsi dal vento della mia inquietudine. Non vi importa? E allora, con tutto il rispetto, curiosate altrove. Qui non trovereste né più né meno che quattro appunti sgangherati e una miriade di parolacce. Già, perchè il linguaggio sarà quello di sempre, esplicito e diretto. Come è esplicita e diretta la mia natura, a cui mi sono arresa ancor prima di venire al mondo, con tutte le mie contraddizioni.

Adesso scappo, con o senza il vostro permesso.

Fra un paio d’ore arriva Oreste, un pezzo di marcantonio a metà strada fra Johnny Depp e Patrick Dempsey, rimediato nel reparto surgelati della Conad.

Giusto il tempo di farmi bella e di scegliere un abito carino da indossare per lui. Anche se poi trascorrerò il resto della serata nell’attesa spasmodica che lui me lo tolga…

Vi racconterò. Forse.

Ninè

© Maddalena Costa

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