Introspezioni, Intrusioni Private, Intrusioni Pubbliche

L’innocenza del peccato… di scrivere erotico

images.pngVi siete mai domandati quanto sia difficile essere un’autrice di romanzi erotici nell’era dei social e dei cloni mediatici con identità fasulle? L’ultima che ho letto, e che mi ha fatto incavolare per davvero, è quella di un tizio che scrive a una collega di non essere sufficientemente porcellina (il vezzeggiativo è d’uopo), per scrivere erotici. Ecco, io a questo cavernicolo gliene canterei quattro. Ma perché, per scrivere dei gialli bisogna essere sufficientemente serial killer?

E ve lo siete mai chiesti quanto, invece, possa risultare imbarazzante, se non addirittura sconveniente, essere un’autrice di romanzi erotici, nella quotidianità?

Ecco, vi faccio un esempio di vita vera, vissuta sulla mia pelle.

Immaginate la scena. Io e mio marito a cena fuori con prole al seguito. Locale intimo, musica soffusa, tavola imbandita. Intorno amici, amici di amici, qualche parente – stretto – e conoscenti vari. A occhio e croce siamo una ventina di persone. Dopo la carrellata di antipasti abbondantemente innaffiati con dell’ottimo Primitivo di Manduria, gli animi cominciano a scaldarsi, le battute a doppio senso si sprecano, come le risate grasse dei più chiassosi. Ecco che, nel bel mezzo di questo baccano conviviale fatto di mascelle ruminanti e di calici che si levano festosi nell’aria, mia cugina si alza in piedi, barcolla sui trampoli, e propone un brindisi.

– All’ultimo romanzo osé di Maddalena!

Un brusio si leva improvviso tra i commensali, che mi guardano di sottecchi. C’è chi sembra imbarazzato, chi invece ha un ghigno divertito stampato sul volto, chi sgomita, chi si scambia occhiate d’intesa. Mi volto a cercare gli occhi di mio marito, seduto al mio fianco. Mi guarda, mi sorride, la sua mano afferra la mia. La stretta è complice, mi infonde pace, serenità. Faccio un respiro profondo e sorrido anche io.

– All’Innocenza del peccato – esclamo radiosa, sollevando il mio calice di vino. Osservo furtivamente l’espressione mortificata di mia madre seduta accanto a mio padre che, se potesse, si scaverebbe una fossa: è più scuro in volto di un senegalese. Tracanno il vino tutto d’un sorso, imponendomi un certo aplomb. Faccio appello a tutta la mia pazienza quando la mia migliore amica cinguetta “Ma in realtà non è proprio un erotico spinto spinto”. Come se spinto fosse la quinta essenza della pornografia. Le lancio uno sguardo torvo: riesce sempre a dire la cosa sbagliata nel momento giusto. E anche questo è talento. Per fortuna c’è mio marito, il mio principe azzurro che di azzurro ha solo le cravatte, ma che è più principe di tutti i principi del mondo. Col suo fare imperturbabile da avvocato consumato, mi salva dall’ennesima sagra dei cliché, invitandomi a ballare.

-La mia cliente è innocente, signor giudice – mi sussurra all’orecchio, stringendomi forte – invoco la regola dell’innocenza del peccato di scrivere erotico e chiedo l’assoluzione in formula piena, perché il fatto non sussiste e non lo ha commesso.

E nel suo abbraccio ritrovo l’equilibrio, e l’orgoglio di essere quella che sono.

L’innocenza del peccato

© Maddalena Costa

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...