eXtrogeNia, Pubblicazioni

Toccami… – Tratto da “Le perversioni di Ninè” di Maddalena Costa – Damster Edizioni

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“Le perversioni di Ninè” di Maddalena Costa – Raccolta di racconti erotici – Damster Edizioni

 

“Che stupido che sei…tu non capisci.
Credi di essere il mio cagnolino.
Ma qui la cagna sono io.
Una cagna bulimica che mangia cazzi e beve sperma.
Si aggira per le strade schiava del suo carnale istinto di sopravvivenza.
Una cagna bellissima con la faccia d’angelo ma l’inferno nel cuore.
Fa un salto nel vuoto perchè fermarsi vuol dire morire.
E salta… ma non muore!
Perchè non la vuole neanche la morte.
Toccami…tocca la tua cagna e falla godere.
Lei gode e quando viene nasce e muore.
Godi godi…godi povera cagna…godi.
Povera cagna…e povera me.”

Tratto da “Le Perversioni di Ninè” di Maddalena Costa – Damster Edizioni

eXtrogeNia

Purchè sia…

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Caschi il mondo il cielo o le stelle questa notte voglio amare.
E che sia lui lei o un altro poco importa, purché sia.
La vita è così breve…
Voglio giacere su fogli di seta sotto un soffitto di stelle cadenti.
Le stelle staranno a guardare e poi cadranno lasciando scie luminose.
Squarceranno il buio della notte come fiaccole con lunghe code dorate. Continue reading “Purchè sia…”

eXtrogeNia

Dimmi che mutande hai e ti dirò chi sei

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Le mutande non sono solo un indumento, ma uno stile di vita.
Dimmi che mutande hai, e ti dirò chi sei.
Lo slip spesso rispecchia uno stato d’animo, una disposizione temporanea…
Per cui, i suoi centimetri sono inversamente proporzionali all’impudenza.
In altri momenti è solo un accessorio versatile. Continue reading “Dimmi che mutande hai e ti dirò chi sei”

eXtrogeNia, Introspezioni

Nero

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Nero.
Corposo, carico sostanzioso.
Arriva potente attraverso il respiro e si insinua negli orifizi nasali tesi a scoprire, captare, fiutare.
Irrompe e penetra.
Lo respiro.
Ne son piena.
Mi prende.
Non mi lascia. Continue reading “Nero”

Introspezioni

Nel buio della mia terra umida

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Maddalena Costa- Foto di Sergio Malfatti

 

Ti ho lasciato uno spicchio di mondo
nascosto nel buio della mia terra umida

Lá,
dove giace fiera la mia voluttà,
aspetto che ritorni

a lacerare le mie tumide carni
a coprire ogni buco
a sigillare il pertugio
da cui evaporo,
impaziente,
arresa a questa foia cagna

Voglia.
Di averti qui
e riavermi salva,
scampata al vuoto dei miei spiragli
e vigile al fallace eco che soffia ingannevole
il vento della tua assenza.

 

Introspezioni

E non voglio più pensare

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Da cosa scappi se io non ti inseguo?
La tua è solo paura.
Perchè a giocare col fuoco prima o poi ci si brucia.
Il guaio è che tu non vuoi bruciare.
Ma ardi di già.
E l’inquietudine in cui ti celi è il tuo focolare.
A cosa serve lasciarsi consumare dal rogo della viltà?
Se sei uomo d’onore cos’è che glorifichi
sull’altare freddo delle tue paure,
se non la misera fallacia delle tue pavidità?
Io ti sento.
Anche nel silenzio che grida i nostri tormenti.
Io ti ascolto.
E aspetto.
Vestita di bianco, come Venere odierna.
Ho labbra di fuoco per mantello.
Capelli d’oro sulle spalle convesse.
Il mio talamo è un dipinto Botticelliano.
E tu sei la mia gioia,
la mia abbondanza,
il mio splendore.
Anche questa poesia è un incantesimo che sfugge.
Un contendersi in bilico fra realtà e sogno.
Ma dove tramonta il delirio?
Dove albeggia la consistenza?
Io mi concedo il lusso dell’incertezza.
Tremo.
E non voglio più pensare.

eXtrogeNia

Corro a farmi Enrico

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Questa sera di scrivere su Elide non se ne parla proprio, sono già sufficientemente incazzata di mio! E perché questo piccolo spazio concessomi non diventi un turpiloquio, mi tocca divagare. E’ stato un mercoledì faticoso, una di quelle giornate in cui ti svegli con una vagonata di buoni propositi ma poi cominci inciampando nel lenzuolo, bruciando i toast a colazione, mancando il primo appuntamento, parcheggiando in divieto di sosta a dieci metri dal solito vigile stronzo e, dulcis in fundo, torni a casa e trovi un calzino nero nel bucato lavato a novanta gradi. Vi sembra da sfigati? Sti cazzi. Vi starete chiedendo dov’è finita la mia poesia…Beh, nello scarico della lavatrice! Insieme a tutta quell’acqua grigia che mi ha stinto le lenzuola e gli asciugamani. Per darmi una calmata ho preso una decisione drastica: accetto la corte di Enrico. Continue reading “Corro a farmi Enrico”

eXtrogeNia

La Venere di Urbino attese (invano?)

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Quando è entrata  era paonazza.

–          Sapevo di trovarti qui. Cosa ci fai?

–          Non ti riguarda. Smetti di urlare.

–          Mi riguarda eccome. Quella troia avrebbe fatto carte false pur di cancellarti dalla mia vita e quando ha capito che non ci sarebbe mai riuscita ha pensato bene di portarti nella sua.

–          Vuoi calmarti per favore?

Ma Elide non ne aveva nessuna voglia. Mentre sbraitava lanciava continue occhiate alle mie spalle, nel corridoio che portava nella zona notte del piccolo appartamento. Jo era rimasta in camera da letto. Non sapevo se augurarmi che si rivestisse prima di raggiungerci o se pregare intimamente che restasse nuda e distesa come l’avevo lasciata prima di precipitarmi divertita al cospetto dell’ira di Elide. Continue reading “La Venere di Urbino attese (invano?)”